Nazarbayev e libertà
I kazachi insorgono contro la rendition dei Ligresti
Non solo Renzi, anche Nazarbayev chiede la testa di Alfano. Astana Press, il primo quotidiano kazaco, anzi, kazachistano, pubblica oggi un duro intervento di Nursultan Nazarbayev, governante della nazione centro-asiatica, contro il ministro dell’Interno della Repubblica italiana: “Ha deportato un’intera famiglia. Ha spedito i suoi sgherri alle prime luci dell’alba in casa di Totò Ligresti, un dissidente, uno tra i più specchiati innamorati della democrazia, per trarlo in arresto e chiuderne la bocca. Con lui, anche i figli”.
20 AGO 20

Non solo Renzi, anche Nazarbayev chiede la testa di Alfano. Astana Press, il primo quotidiano kazaco, anzi, kazachistano, pubblica oggi un duro intervento di Nursultan Nazarbayev, governante della nazione centro-asiatica, contro il ministro dell’Interno della Repubblica italiana: “Ha deportato un’intera famiglia. Ha spedito i suoi sgherri alle prime luci dell’alba in casa di Totò Ligresti, un dissidente, uno tra i più specchiati innamorati della democrazia, per trarlo in arresto e chiuderne la bocca. Con lui, anche i figli”.
Non solo Renzi, anche Nazarbayev non vuole saperne di Alfano. Astana Press, con una nota anonima e perciò riconducibile al suo direttore, Karim Abisuli, lancia l’allarme: “Siamo preoccupati per il grado di democrazia in Italia”. Tutti i partiti kazachi, e anche quelli kazachistani, lanciano una mobilitazione presso l’Onu reclamando l’extraordinary rendition di Totò Ligresti e figli. Una presa di posizione, quella kazaca (ma anche quella kazachistana), che non lascia presagire nulla di buono: “Porremo il veto all’ingresso dell’Italia nel Consiglio di sicurezza nel 2015”.
Non solo Renzi, è Nazarbayev quello più duro contro Alfano. Kazak Chanel, la prima rete televisiva eurasiatica, diffonde immagini mai viste in Italia: il blitz delle forze di polizia nella dimora del dissidente italiano. Un’operazione che ha visto impegnati quarantasette uomini in tenuta anti-sommossa, pronti a tutto, come a prevenire una controffensiva di terroristi e non il legittimo stupore di un venerando patriarca, “il Solgenitsin di Ragalna”, per come viene indicato zio Totò dagli inviati kazachi (ma anche dai kazachistani), commossi nel ripercorrere le gesta a partire dalla località amena – Ragalna, appunto – in quel di Paternò.
Non solo Renzi, Nazarbayev ne chiede conto e ragione. Tutti i giornali kazachi e, tutti i blog kazachistani, rilanciano le testimonianze dei paternesi, sempre affettuosi nei confronti della famiglia Ligresti e sono tanti quelli che, sfidando il ferreo controllo della rete di polizia di Alfano, approfittando dei microfoni e dei taccuini di Astana, lanciano appelli al mondo libero affinché si ponga fine alla satrapia in Italia. Alfio Vinciguerra, intervistato, a Kazak Chanel così dice: “Lo giuro per Santa Barbaredda bedda ma qui siamo tutti in libertà più che provvisoria”. Non solo Renzi, Nazarbayev sveglia il mondo intero sul deficit di democrazia in Italia. Amnesty International, sezione di Astana, ha già redatto un corposo dossier dove accanto alla vicenda del dissidente Ligresti viene ricapitolata tutta l’epopea della lotta clandestina con commoventi riferimenti ad altre vicende di dissidenza e di altri eroi, da Fabrizio Corona, attualmente detenuto, a Stefano Ricucci, fino al raccapricciante elenco di torture cui è stato sottoposto Lele Mora, costretto a diventare delatore e accusatore di altri indomiti testimoni di democrazia e libertà qual è Emilio Fede la cui statua, oggi, in dimensioni notevoli, è l’orgoglio dello skyline di Astana.
Non solo Renzi, Nazarbayev contro Alfano. L’accusa più cocente, rivolta al ministro dell’Interno, è comunque quella di essere un ingrato, “incapace di vivificare quella fiducia che Silvio Berlusconi ha sempre a lui rivolto. Lui è il nuovo Ablyazov”. Mentre dai grattacieli di Astana vengono calate tele di grandi dimensioni (visibili a tutti i kazachi, ma anche ai kazachistani) riproducenti la foto di Nicole Minetti per chiederne “la libertà, senza se e senza ma”, un allarme viene lanciato da Emergency, sezione di Astana: “Temiamo per la vita di Luigi Bisignani. Fonti di organizzazioni non governative” – si legge da un dispaccio dell’agenzia Kazakh Tass – “segnalano strani movimenti di barbe finte viste aggirarsi intorno all’abitazione di Bisi”.
Non solo Renzi, Nazarbayev contro Alfano. Sono tante le iniziative prese dal governo kazaco, ma anche dai kazachistani, per richiamare l’attenzione della pubblica opinione internazionale sull’arresto del dissidente Totò Ligresti e dei suoi figli. Il governo di Astana ha chiesto al tribunale dell’Aia un procedimento contro Alfano ma anche contro Emma Bonino e tutte le iniziative, a oggi, sono possibili con, infine, una moratoria internazionale – questa la proposta di Nazarbayev, al Consiglio di sicurezza Onu – per costringere Ignazio La Russa, a ripassare la geografia. “Lo faccia per i kazachi”, ha urlato il leader. Per poi addolcirsi: “Ma anche per i kazachistani”.